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Giuliano Trombini - scrivono di me...


Giuliano Trombini
Pittore e grafico, è nato a Tresigallo il 9 gennaio 1953. Pittore Professionista espone per prima volta nel 1970. Le sue opere sono scelte per illustrare libri e romanzi. Dopo varie ricerche tra il surrealismo e il simbolismo, a metà deglia anni 80 inizia il ciclo "il Carnevale di Venezia", che presenta in numerose mostre personali in varie Gallerie d'Arte Italiane. Negli anni 90 la sua ricerca prosegue con il ciclo "Omaggio a Modigliani" e "Figure dell'attesa" che ha realizzato nell'ultimo periodo. Giuliano Trombini ha presentato numerosissime personali, oltre alla partecipazione alle fiere Nazionali di: Bologna, Padova, Milano,Vicenza, Palermo, Reggio Emilia, e Internazionali di: Nizza, Melburne, Gent, Budapest, Ginevra. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Numerosi cataloghi d'Arte, riviste d'arte e quotidiani hanno parlato della sua pittura.


Giuliano Trombini
Pittore Professionista espone per prima volta nel 1970. Le sue opere sono scelte per illustrare libri e romanzi.
Dopo varie ricerche tra il surrealismo e il simbolismo, a metà deglia anni 80 inizia il ciclo "il Carnevale di Venezia", che presenta in numerose mostre personali in varie Gallerie d'Arte Italiane. Negli anni 90 la sua ricerca prosegue con il ciclo "Omaggio a Modigliani" e "Figure dell'attesa" che ha realizzato nell'ultimo periodo.
Giuliano Trombini ha presentato numerosissime personali, oltre alla partecipazione alle fiere Nazionali di: Bologna, Padova, Milano,Vicenza, Palermo, Reggio Emilia, e Internazionali di: Nizza, Melburne, Gent, Budapest, Ginevra. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Numerosi cataloghi d'Arte, riviste d'arte e quotidiani hanno parlato della sua pittura.


Trombini colma di piacevolezza le sue donne, ce le mostra al modo stesso in cui ci appaiono nella quotidiana esperienza sempre più simili ai modelli proposti dai mass media, eppure insoddisfatte, pervase da un sentimento di frustrazione, sole anche nel gruppo prede di una insoddisfazione endemica, collettiva e personale.


Giuliano Trombini, originario della provincia di Ferrara, si è dedicato alla pittura come sua attività esclusiva a partire dalla metà degli anni ’70. Le sue opere si contraddistinguono per una tematica singolare e costante, in quanto raffigurano un mondo fatto di giovani personaggi, in particolare ragazze, colti negli interni dei bar o lungo le vie di città e periferie. La loro situazione umana è espressa mediante una poetica malinconica, in cui il senso dell’isolamento e della solitudine è sempre incombente. Una condizione di inesorabile incomunicabilità, dunque, molto attuale, che Trombini rappresenta attraverso una pittura spontanea e immediata.


Giuliano Trombini nasce a Ferrara il 9 gennaio 1953. La sua formazione è di grafico pubblicitario. Dipinge un mondo di giovani personaggi colti negli interni dei bar o lungo le vie di città e periferie; “situazioni umane espresse mediante una poesia malinconica, sofferta, in cui il senso dell’isolamento e della solitudine è sempre incombente – come scrive di lui Walter Piacesi. Vive a Tresigallo, in provincia di Ferrara.


Giuliano Trombini, originario della provincia di Ferrara, si è dedicato alla pittura come sua attività esclusiva a partire dalla metà degli anni ’70. Le sue opere si contraddistinguono per una tematica singolare e costante, in quanto raffigurano un mondo fatto di giovani personaggi, in particolare ragazze, colti negli interni dei bar o lungo le vie di città e periferie. La loro situazione umana è espressa mediante una poetica malinconica, in cui il senso dell’isolamento e della solitudine è sempre incombente. Una condizione di inesorabile incomunicabilità, dunque, molto attuale, che Trombini rappresenta attraverso una pittura spontanea e immediata.


Tresigallo-Aosta Trombini viaggia con la sua arte
Un artista schivo, che vive e lavora appartato nel centro storico della città del Novecento, ma ormai da molti anni espone con successo le sue opere in numerose gallerie d’arte in Italia e all’estero citato anche in un catalogo di Giorgio Mondadori editore. Parliamo di Giuliano Trombini, che inaugurerà una nuova mostra, sabato alle 18, alla galleria Botteguccia d’Arte di Aosta; è un felice ritorno dell’artista di Tresigallo nella bella città alpina, dove aveva già esposto con succeso in passato: l’autore esporrà 30 quadri e dipinti, con soggetti come scene di bar, ragazze per strada, altre scene di vita quotidiana descritte con intensi colori e che vedono al centro comunque quasi sempre la donna. Trombini ama molto anche la musica moderna e sta facendo una ricerca sui gruppi musicali rock. Appassionato anche del fumetto, ha conosciuto tra l’altro il grande Magnus (al secolo Roberto Raviola) il disegnatore bolognese tra i più grandi dei comics italiani degli anni’60 e’70. Incontri che hanno influenzato la sua arte. La mostra di Trombini rimarrà aperta ad Aosta fino al 27 aprile.


Giuliano Trombini - Fotoromanza

Dell’artista scrive Tommaso Paloscia: “…nella pittura di Trombini la scena può rivelarsi come una rappresentazione di vita reale in cui è incentrato il senso dell’incomunicabilità fra gli esseri umani…è un’incomunicabilità divenuta l’inesorabile condizione dell’oggi….Trombini colma di piacevolezza le sue donne, ce le mostra al modo stesso in cui ci appaiono nella quotidiana esperienza sempre più simili ai modelli proposti dai mass media, eppure insoddisfatte, pervase da un sentimento di frustrazione, sole anche nel gruppo….prede di una insoddisfazione endemica, collettiva e personale…”

Giuliano Trombini inizia la sua attività artistica come cartellonista e grafico pubblicitario. Successivamente si dedica all’esecuzione di vari murales e illustra copertine di libri e romanzi. Dalla metà degli anni ’70 si dedica esclusivamente alla pittura. Ha collezionato oltre cento mostre personali e presenziato ad altrettante esposizioni collettive e manifestazioni, in diverse città in Italia, Europa e U.S.A. Vive e lavora a Tresigallo (FE).


“Delicate atmosfere di malinconia invece, esprimono in Giuliano Trombini la teatralità della laguna veneziana. Nella foschia della città, la finzione scenica del carnevale assume i toni dell’intrigo e del seducente gioco dello scambio di identità. Giù per le calli figure in costume colorano la Laguna danzando tra i palazzi e le piazze.”


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